Sistema Museale di Ateneo - Università di Bologna

Struttura

Ente di appartenenza: Università di Bologna
Data di fondazione: 1997
Struttura attuale: 15 musei e collezioni

Descrizione

Il Sistema Museale di Ateneo (SMA) è una struttura con autonomia organizzativa dell’Università di Bologna, definita dall’art. 29 dello Statuto di Ateneo come “l'insieme coordinato delle strutture destinate a provvedere alla classificazione, tutela e valorizzazione del patrimonio di beni di interesse storico, artistico e scientifico dell'Ateneo”.
Il Patrimonio, esposto e custodito come tesoro, racconta la storia della conoscenza dell’uomo, del suo approccio alle diverse discipline, delle sue scoperte, dei suoi metodi di indagine e rappresenta una eredità importantissima sia dal punto di vista del bene storico che del bene scientifico. Ha inoltre un’importanza identitaria per l’Università, la cui storia si snoda anche attraverso i suoi Musei e le sue Collezioni.

SMA, nell’esercitare funzioni di pubblico interesse come la tutela e la valorizzazione dei beni, è insieme portavoce e mediatore di questo Patrimonio che costituisce una grande enciclopedia a disposizione della comunità universitaria e del territorio, in cui andare a ritrovare la storia delle scienze passando di museo in museo come sfogliando un libro, pagina dopo pagina.

Le collezioni che costituiscono il patrimonio dei musei universitari ebbero la loro ragion d’essere in quanto strumenti deputati alla didattica: a partire da Ulisse Aldrovandi (1522-1605) e continuando con Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) e Giovanni Capellini (1833-1922), l’obiettivo della raccolta di materiali era quello di rendere disponibile all’osservazione e allo studio il maggior numero possibile di reperti. SMA prosegue questo compito impegnandosi a garantire ai propri studenti l’ingresso libero e gratuito a tutte le sedi museali e supportando l’insegnamento universitario attraverso l’organizzazione di visite guidate, lo svolgimento di lezioni direttamente a contatto con gli oggetti di studio e l’accoglienza di tirocinanti e tesisti.

SMA dedica particolare attenzione alle attività didattiche per le scuole. Sono decine di migliaia ogni anno, i bambini e i ragazzi che frequentano le raccolte museali universitarie. Gli studenti trovano qui la possibilità di “toccare con mano” oggetti che documentano percorsi disciplinari di scienze naturali, di fisica, di storia della scienza, di storia dell’arte, accumulati nei secoli, a partire dal Cinquecento, dai ricercatori dello Studio di Bologna. Si tratta di un’esperienza unica, che contribuisce a rendere la città di Bologna uno dei luoghi più stimolanti per apprendere e per formarsi anche al di fuori delle tradizionali aule di scuola.
In seguito al periodo di emergenza sanitaria, la consolidata offerta di percorsi didattici in presenza, si è arricchita con nuove modalità di fruizione dei contenuti museali. È nato così il progetto “Una gita al Museo 2.0”, una proposta formativa che ha visto la rimodulazione di alcuni dei percorsi in una versione online, asincrona, adattata alla comunicazione via web, che si è poi evoluta con un programma di didattica “On air”.

Le scuole, grazie a innovative componenti multimediali, possono interagire in modo nuovo con le collezioni museali.

SMA coordina lavori di conservazione, restauro e catalogazione assicurando la fruizione delle collezioni a scopo di studio e di ricerca, favorendo rapporti di collaborazione con docenti e ricercatori di discipline scientifiche, storiche e artistiche afferenti ai diversi Dipartimenti universitari. Promuove, inoltre, la collaborazione con le altre strutture Unibo, fornendo adeguata consulenza per la tutela e la gestione del Patrimonio Culturale.

SMA svolge funzioni di rappresentanza per l’Università, accogliendo visite ufficiali e delegazioni straniere. Attraverso percorsi di visita per i neoassunti, contribuisce a consolidare il senso di appartenenza all’Ateneo.

SMA tende, infine, la mano alle altre istituzioni della città e della regione, partecipando a iniziative ed esposizioni temporanee legate al territorio.

Ad oggi, SMA coordina quindici strutture tra Musei, Collezioni e un Museo digitale dislocati principalmente in diversi palazzi storici della cittadella universitaria a Bologna, mentre le collezioni di medicina veterinaria si trovano nella sede di Ozzano dell’Emilia, nella prima periferia della città.

Museo di Palazzo Poggi
Nel 1711 il Senato bolognese acquistò Palazzo Poggi per insediarvi l’Istituto delle Scienze e delle Arti, voluto da Luigi Ferdinando Marsili. Dopo quasi tre secoli le grandi sale, affrescate dai celebri pittori Pellegrino Tibaldi, Nicolò dell'Abate e Prospero Fontana, ospitano nuovamente gli antichi corredi delle camere di geografia e nautica, architettura militare, fisica, storia naturale, chimica, anatomia umana ed ostetricia, accanto al cinquecentesco museo Aldrovandiano. 

Museo Europeo degli Studenti - MEUS 
Al MEUS, unico museo in Europa dedicato alla storia degli studenti, si percorre un viaggio indietro nel tempo per conoscere il ruolo degli studenti all’interno dell’università e della società tutta, nelle diverse epoche. L’esposizione presenta circa 400 oggetti, dipinti, manoscritti, sculture, manifesti, ricostruzione d’ambienti, costumi di varie epoche, numerose istallazioni video per approfondimenti tematici, film, documentari. 

Museo della Specola
Sin dall’antichità l’uomo ha teso lo sguardo verso la volta celeste per scrutarne i segreti. Per le osservazioni dei pianeti e dei loro moti ha scelto luoghi speciali; tra questi luoghi c'è la Torre della Specola, nelle cui stanze è oggi allestita la collezione astronomica dell'Università di Bologna. Il Museo offre un’ampia panoramica degli strumenti che in passato venivano utilizzati dagli astronomi come, ad esempio, le sfere armillari, i telescopi lignei per osservare il cielo, gli orologi, gli strumenti nautici e topografici cui si faceva ricorso per orientarsi.

Collezione di Zoologia
La Collezione di Zoologia, per dimensioni ed entità dei reperti, è una delle più importanti in Italia. È costituita da materiali provenienti da raccolte del XIX-XX secolo, trofei di caccia prevalentemente africani e due grandi diorami di ambienti italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La varietà delle specie animali stupirà ogni visitatore che potrà riconoscere esemplari tra i più rari e affascinanti.

Collezione di Anatomia Comparata
La Collezione di Anatomia Comparata complessivamente è costituita da oltre 9.000 pezzi che la rendono, nel suo genere, una delle più note a livello internazionale sia per l’entità sia per la rarità dei materiali. Attualmente sono esposti circa 2.500 preparati suddivisi in tre percorsi. Il primo, a carattere sperimentale e primo in Italia, è costituito da una serie di preparati che possono essere osservati ma anche toccati, corredati da didascalie testuali e in braille, permettendo la fruizione del percorso dedicato a temi evolutivi anche ai non vedenti. Il secondo percorso è focalizzato sull’evoluzione e sulle principali caratteristiche anatomiche dei vertebrati. Il terzo percorso è un itinerario didattico dedicato soprattutto agli studenti universitari e mantiene intatto il carattere originario della raccolta.

Collezione di Antropologia
II primo nucleo della Collezione di Antropologia risale al 1908, quando fu istituita la cattedra di Antropologia della Regia Università di Bologna, affidata a Fabio Frassetto. Dapprima allestita in due sale di Palazzo Poggi, fu trasferita nel 1933, assieme all’Istituto, in via F. Selmi 1 in spazi più ampi dove trovarono migliore sistemazione reperti e collezioni acquisite nel corso degli anni. Attualmente la Collezione è organizzata in quattro diverse sezioni: Paleoantropologia e Preistoria, Strumenti antropometrici d’interesse storico-scientifico, Calchi facciali, busti in gesso e in cartapesta e tavole a colori, Biologia dello scheletro e Bioarcheologia.

Collezione di Chimica “Giacomo Ciamician”
La Raccolta, istituita ufficialmente nel 1983 come “Raccolta Museale G. Ciamician”, comprende numerose apparecchiature usate sia per la ricerca scientifica che come ausilio didattico per gli studenti e presenta al visitatore una breve storia della scuola chimica bolognese di cui sottolineano gli indirizzi di ricerca nel tempo. Le apparecchiature usate ai fini della ricerca datano dall’ultimo decennio del secolo XIX e annoverano polarimetri, spettroscopi, muffole, apparecchiature per l'analisi elementare, polarografi, bilance ecc. Una parte importante tra le apparecchiature didattiche è rappresentata dai tubi di Crookes per l'emissione di raggi catodici, oltre a numerosi modelli di colorimetri, fotometri, galvanometri, pH-metri, rocchetti per induzione elettrica.

Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini”
Il Museo Geologico e Paleontologico, fondato nel 1860 dal professore e geologo Giovanni Capellini, aprì ufficialmente al pubblico nel 1881, in occasione del II Congresso Geologico Internazionale. Attualmente la raccolta testimonia più di cinquecento anni di attività didattica e ricerca scientifica, con un patrimonio di quasi un milione di pezzi conservati negli arredi originali di fine Ottocento, tra cui rocce, piante, invertebrati e vertebrati fossili. Nelle sale si possono ammirare gli scheletri spettacolari del Mastodonte proboscidato pliocenico, la ricca collezione di pesci eocenici di Monte Bolca, balene plioceniche e l'imponente modello di dinosauro Giurassico Diplodocus, lungo ventisei metri e alto quattro.

Collezione di Mineralogia “Museo Luigi Bombicci”
L’antico Museo di Mineralogia nacque nel 1862 e ne venne affidata la direzione al professore Luigi Bombicci Porta che si occupò da un lato di incrementare le collezioni, e dall’altro di trovare uno spazio idoneo alla sua collocazione. L’attuale sede occupa il luminoso piano superiore dell’imponente nuovo edificio voluto da Bombicci per l’Istituto e Museo di Mineralogia e completato nel 1907. Attualmente vi è conservata una ricca collezione di minerali e rocce raccolti a partire dal 1500. Si possono ammirare meteoriti, ambre, antiche pietre ornamentali e la celebre pietra fosforica bolognese.

Collezione delle Cere Anatomiche "Luigi Cattaneo"
La collezione di anatomia umana normale e patologica illustra il percorso intrapreso dagli studiosi di scienze mediche nel XVIII e XIX secolo quando, ormai acquisite le conoscenze sulla vera natura del corpo umano, si orientarono sull’indagine delle sue patologie. Le preparazioni in cera, ossa naturali ed essiccati costituiscono un importante nucleo di materiale a scopo didattico che completa, nel susseguirsi delle scoperte scientifiche, la collezione settecentesca di anatomia umana normale presente al Museo di Palazzo Poggi, rappresentando così un continuum nello studio medico, che eccelle nella città di Bologna fra Sette e Ottocento. 

Collezione di Fisica
La Collezione di Fisica dell’Università di Bologna nasce nel 1907 con la fondazione dell’Istituto di Fisica e con la decisione del fondatore Augusto Righi di dedicare ampi spazi a conservazione, esposizione e utilizzo didattico degli strumenti storici e recenti. Gli strumenti esposti nelle numerose teche illustrano le principali aree d’indagine della fisica sperimentale del XIX e XX secolo - meccanica, ottica, elettromagnetismo, termologia e fisica atomica – insieme all’attività di personaggi che hanno fatto la storia del Dipartimento come Augusto Righi, Quirino Majorana e Giampietro Puppi. La Collezione raccoglie anche strumenti relativi a campi di studio recenti come la fisica nucleare e subnucleare, la fisica medica e l’astrofisica.

Orto Botanico ed Erbario
L'Orto Botanico e l’Erbario si trovano nel cuore della zona universitaria; nati entrambi nel XVI secolo, sono tra i più antichi d'Europa. L'Orto Botanico occupa una superficie di circa due ettari a pianta rettangolare che raggiunge le antiche mura della città. Al suo interno si trovano collezioni tematiche di particolare pregio e ricostruzioni di ambienti naturali. L'Orto Botanico dispone anche di quattro serre, due tropicali e due di piante succulente. Una piccola serra ospita una collezione di piante insettivore. L'Erbario, accessibile solo per motivi di studio, comprende più di 130.000 campioni di piante e ospita, tra l'altro, le preziose collezioni di Ulisse Aldrovandi e Antonio Bertoloni.

Collezione di Anatomia degli Animali Domestici
La Collezione nasce nel 1882 quando il professor Clemente Papi assunse la direzione del gabinetto anatomico. Inizialmente contava un centinaio di preparati che diventarono 650 nel 1885 e circa 2000 nel 1922. Lo scopo era quello di raccogliere preparati anatomici che potessero essere un utile supporto nello studio dell’anatomia pratica. La Collezione raccoglie numerosi preparati a “secco” e in minor numero modelli in gesso e in carta pesta. Numerose sono inoltre le preparazioni miologiche e gli scheletri naturali ed artificiali di Uccelli e Mammiferi, tra i quali rivestono notevole interesse quelli di cavallo in fasi diverse di andature. Non mancano i preparati appartenenti agli apparati digerente, respiratorio, circolatorio, urogenitale e nervoso di diversi Mammiferi domestici.

Collezione di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria “Alessandrini-Ercolani”
La Collezione si deve al lavoro di Giovanni Battista Ercolani che nel 1863, quando fu deciso lo smembramento del Laboratorio di Anatomia Comparata, raccolse i 1.704 preparati concernenti l’Anatomia Patologica e la Teratologia Veterinaria per costituire il nucleo principale della Collezione, poi ampliata nel corso degli anni. La raccolta è costituita da preparati a secco, materiali conservati in alcool e scheletri teratologici, insieme a disegni a colori e mirabili modelli in gesso e cera; l’importanza storico-artistica dei preparati, in particolare le plastiche a colori uniche al mondo nel loro genere, si affianca ad una valenza didattica, ancora oggi utile per tutti gli studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria.

Museo Officina dell’Educazione – ModE
Il MOdE-Museo Officina dell’Educazione è un museo digitale nato all’interno del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, che dal 2010 raccoglie, cataloga ed espone testimonianze materiali e immateriali, espressione della cultura educativa. Il MOdE offre ai visitatori la possibilità di accedere a differenti contenuti testuali e multimediali, organizzati in modo flessibile, all’interno di spazi dedicati alla conoscenza, all’approfondimento e alla rielaborazione dei patrimoni esposti.

Biblio-sitografia

  • Bibliografia essenziale: Balzani R., 2016 - "Il futuro dei musei universitari. Una proposta". In “Annali di storia delle Università italiane”, 20, (1): 91-93

    Balzani R., 2019 - "I Musei dell’Alma Mater". In A. Bacchi, M. Forlai (a cura di), "L’Università di Bologna. Palazzi e luoghi del sapere". Pp. 31-37. Bononia University Press, Bologna.

    Degli Esposti P., Managlia A., Mossetti U., 2019 - "L’Orto botanico dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna in Imprenditorialità e settore museale. Esperienze e prospettive di cambiamento". A cura di L. Zan e M.E. Santagati, Editoriale Scientifica, Napoli.​

    Ferri P., Guagnini A., Santagati M.E., Zan L., 2021 - "Managing Bologna university museums and collections (1970–2015)". Museum Management and Curatorship, DOI: 10.1080/09647775.2021.1891562.

    Regolamento del Sistema Museale di Ateneo, Decreto Rettorale n° 934/2017 del 07/08/2017 Bollettino Ufficiale n° 249 del 15/09/2017
    https://normateneo.unibo.it/regolamento-del-sistema-museale-d2019ateneo

    Bilancio Sociale di Ateneo - Università di Bologna, anni 2016, 2017, 2018, 2019;
    https://www.unibo.it/it/ateneo/chi-siamo/bilancio-sociale/bilancio-sociale

    Bilancio Sociale del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna, anni accademici 2016/17, 2017/18, 2018/19, 2019 in press;
    https://sma.unibo.it/it/chi-siamo/il-bilancio-sociale-del-sistema-museale-di-ateneo

     
  • Sito ufficiale: https://sma.unibo.it/it

Autore scheda: Anna Addis, Paola Degli Esposti, Annalisa Managlia, Martina Nunes

Diritti: Università di Bologna