Bassorilievo di Pietro d'Abano

Un bassorilievo del XV secolo sulla porta d'ingresso raffigura il medico patavino Pietro d'Abano (1250-1316), con un’iscrizione per l’assoluzione postuma in seguito all’accusa e al susseguente processo per eresia nel 1315. Pietro d’Abano fu infatti tra primi a cercare l’apporto della scienza greco-araba, svicolando sempre più da presupposti teologici (senza tuttavia negarli), nell'indagine che ha per oggetto l'ordine naturale delle cose. Nel 1304 fu accusato di aver sostenuto l’origine materiale dell’anima intellettuale, ma riuscì ad evitare la condanna grazie all’intervento papale e all’assenza di prove concrete nelle sue opere. Nel 1312 fu nuovamente messo sotto processo per eresia, accusato probabilmente a causa delle sue opinioni razionalistiche (negazione dell’intervento soprannaturale nella vita umana, tendenza a spiegare gli eventi mirabili attraverso cause naturali). L’esito del processo non è documentato, ma l’assoluzione potrebbe essere legata ad una morte naturale durante il corso del processo, permettendo così ai suoi familiari di ottenere l’eredità (se fosse morto da eretico non ne sarebbero entrati in possesso). Risultano prive di fondamento la condanna e il rogo dei suoi resti mortali post mortem.