Il miracolo del cuore dell'avaro

Nella Chiesa di San Canziano si conserva il dipinto "Il miracolo del cuore dell'avaro" (1619ca) di Pietro Damini (1592-1630). Si può riconoscere nel medico anziano che esegue l’autopsia Girolamo Fabrici D’Acquapendente (1537-1619). Il ritratto presenta chiare rassomiglianze con un suo ritratto seicentesco presente nella sala di medicina al Bo. Alla destra del medico viene raffigurato Sant’Antonio, attorniato da due uomini, uno alla destra e l’altro alla sinistra del Santo. In basso si nota il forziere con il cuore dell’avaro sopra un tesoretto di monete e gioielli. La precisione del dipinto pare finalizzata a dare maggior credibilità e attualità all’evento miracoloso. 
Il dipinto si rifà infatti ad un episodio della vita di Sant’Antonio, il quale assistendo ad un funerale di un uomo molto ricco in Toscana, blocca la celebrazione asserendo che quell’uomo non poteva essere sepolto in luogo consacrato in quanto privo di cuore. Viene chiamato un medico che apre il petto del defunto e non trova il cuore, che viene poi rivenuto nella cassaforte dell’uomo. 
La presenza di Girolamo Fabrici D’Acquapendente nel dipinto del Damini sembrerebbe propendere per una dedica al famoso medico, noto per le sue lezioni di anatomia umana e per la costruzione del teatro anatomico.